Energia/Utopia

Spettacolo Teatrale

Teatro della Biosphera
regia di Adriana Zamboni
I spettacolo ore 21:00
II spettacolo ore 22:30

Teatro Guglielmi
ingresso gratuito - solo su prenotazione: APT 0585 - 24 00 63

testo e regia: Adriana Zamboni
scene, immagini, installazione: Lucio Diana
con Adriana Zamboni
consulenza scientifica Giulia Giacché
con il sostegno di Regione Marche – Assessorato all’Ambiente
produzione Inteatrofestival

“Quale traccia vogliamo lasciare su questo pianeta?
Io vorrei lasciare un’impronta leggera….”
Da Teatro della Biosphera. Energia / Utopia
Fantasia e creatività per riflettere sugli sprechi energetici.

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ENERGIA / UTOPIA è la terza azione teatrale ad essere ospitata nel Teatro della Biosphera, una semisfera trasparente capace di contenere fino a 40 spettatori, che con l’ausilio di tecnologie audio e video, una sorta di micromondo, una serra ma anche un teatro, un’ambientazione ideale per affrontare le tematiche ambientali.
Il teatro della Biosphera ha ospitato la questione della biodiversità “LA PELLE DEL PIANETA” e delle risorse idriche “BIOSPHERA D’ACQUA”, nel suo terzo capitolo il Teatro della Biosphera parlerà di energia. Energia prodotta – da centrali termiche, idroelettriche, nucleari, biomasse, eoliche, fotovoltaiche – ed energia consumata, da veicoli, case, fabbriche, elettrodomestici, per l’illuminazione e per il divertimento.
Il pubblico verrà coinvolto attraverso la progettazione di invenzioni fantastiche a basso impatto ambientale: l’automobile ad aria compressa, il frullatore a dinamo, il televisore fotovoltaico in tessuto a cristalli liquidi, da mettere in valigia come un asciugamano.
Gli spettatori del Teatro della Biosphera, inoltre, potranno calcolare la propria “impronta ecologica”.

L’impronta ecologica: il nostro peso sulla Terra

Siamo abituati a considerare la Terra come una miniera a cui attingere per i nostri bisogni. Prendiamo cibo, acqua, minerali, energia che sono il suo capitale natura, e lasciamo rifiuti, scorie, acque putride ed emissioni industriali da traffico e riscaldamento: questa è l’impronta che lasciamo sulla Terra al nostro passaggio.

biosphera2.jpgPer tenere sotto controllo il progresso e le sue conseguenza, in vista del raggiungimento di un’economia realmente “sostenibile” rispetto alle capacità rigenerative ed assimilative dei sistemi naturali, è necessario essere in grado di definire e, ancor meglio, di misurare i vari aspetti della sostenibilità: i limiti che ci impone la natura, il nostro impatto su di essa e la nostra “qualità” di vita.
L’impronta ecologica è un metodo semplice e divertente per misurare quanta parte di Terra serve a ciascuno di noi per soddisfare i propri bisogni e smaltire i propri rifiuti. Elaborato a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta dall’ecologo William Rees (British Columbia University del Canada) e dai suoi collaboratori, il metodo è stato sottoposto a continui affinamenti per migliorarne l’efficacia. Il suo obiettivo è di capovolgere la visione tradizionale dell’ecologia: invece di chiedersi “quante persone può sopportare la Terra?” il metodo dell’impronta si chiede “quanta terra ciascuna persona richiede per essere supportata?” Diventa cruciale pertanto non solo valutare il numero delle persone ma anche le tipologie di produzione, le tecnologie utilizzate e i modelli di consumo.