Cinemambiente
Cinema d’Essai
Teatro dei Servi
14-15-16 settembre
a partire dalle ore 22:30
cortometraggi
FIRENZE DALL’IMMOBILISMO ALL’IMMOBILIARISMO di Francesco Azzini
Italia, 2006, durata 17’
Il professor Adriano Cemento, docente di Tecniche della cementificazione di massa presso la facoltà di architettura di Agrigento, accompagnato da un autista fiorentino, fa un tour della nuova progettualità urbanistica tra Firenze e le sue immediate periferie: ci sono il Brindellone, uno dei primi esempi di grattacielo fiorentino che impedisce la visuale del Duomo all’orizzonte; giardinetti e rotonde di solo cemento; il cantiere per la costruzione di un parcheggio privato e di un centro commerciale proprio sotto la maestosa Fortezza da Basso; il nuovo grattacielo che sarà palazzo di giustizia; l’orribile centro commerciale Coop Gavinana; l’immensa e prossima colata di un milione e mezzo di metri cubi di cemento nella Piana di Castello. «Ci sarà un grandissimo futuro qui, perché dove c’è cemento c’è speranza» dice il professore agrigentino alla fine della sua ricognizione in terra fiorentina.
Endstation: paradies Capolinea: paradiso di Jan Thüring
Germania, 1999, durata 7’
I topolini vivono su una collina, ma la situazione non è delle migliori: non c’è cibo, niente da bere e il contenitore della spazzatura è troppo lontano. Un giorno uno di loro trova una cartolina, e improvvisamente le cose cambiano.
Luna. The Stafford Giant Tree-Sit Luna. La protesta sulla sequoia gigante(l’occupazione del gigante di Stafford) di James Ficklin
Stati Uniti, 1998, durata 20’
Questa è la più lunga protesta avvenuta su di un albero nella storia degli Stati Uniti. La sequoia gigante, ribattezzata Luna, fu scoperta da Earth First durante la campagna del ’97 Fall Headwaters. L’albero fu segnato per l’abbattimento. Per salvarlo iniziò un’occupazione non stop. Una donna straordinaria chiamata Julia “Butterfly” è rimasta sull’albero per due anni. Il documentario racconta uno degli atti più inspirati di disobbedienza civile mai avvenuti.
lungometraggi
UN METRO SOTTO I PESCI di Michele Mellara, Alessandro Rossi
Italia, 2006, durata 58’
Un metro sotto i pesci è il diario poetico di un viaggio attraverso il Delta del Po, una terra indimenticabile, un angolo di Italia sconosciuto dove gli uomini vivono sotto il livello del mare. Il film è anche un viaggio della memoria: Florestano Vancini, cogliendo la metamorfosi dolorosa di queste terre, girò qui, cinquant’anni fa, diversi documentari le cui immagini riaffiorano in Un metro sotto i pesci. Alcuni pescatori, un poeta e altri insoliti personaggi compongono il coro dei protagonisti che un misterioso viaggiatore incontra prima di evaporare nella struggente bellezza della natura.
CRIMINI DI PACE. I VELENI DELL’ENICHEM di Antonio Bellia
Italia, 2003, durata 47’
A Sud-est della Sicilia, in una delle zone più suggestive, nel triangolo tra Melilli Priolo e Augusta si perpetua da anni uno scempio di grande portata. Circa trenta km di costa e una vasta area interna è stata trasformata in un cimitero di ciminiere e una vasta discarica abusiva. Solo trenta anni fa quella zona appariva essere come un piccolo paradiso terrestre dove la gente viveva in parte grazie alla pesca e in parte grazie alla coltivazione della terra. Ma la scoperta del petrolio e l’illusione di un immediato arricchimento e di un folgorante sviluppo industriale dell’area ha fatto si che i proprietari svendessero le proprie terre alla “grande” Enichem e che gli abitanti si trasformassero da contadini o pescatori in operai.
Ben presto però si è presentato il problema dei rifiuti industriali per non parlare dei vari piccoli incidenti che hanno fatto si che grosse quantità di petrolio e/o suoi derivati si riversassero in quell’incantevole tratto di mare. Ma la popolazione, in parte compiacente per interessi economici e per ignoranza, in parte ammutolita e terrorizzata per la possibile perdita del posto di lavoro, ha permesso che tutto ciò avvenisse quasi alla totale “luce del sole”.
Ma un piccolo gruppo, per anni inascoltato, ha raccolto dati, testimonianze, prove dell’inquinamento prodotto e ha denunciato le drammatiche conseguenze che tale situazione ha avuto sul territorio e sulla gente. Oggi finalmente la magistratura ha aperto un’inchiesta e ha arrestato diversi responsabili dell’Enichem partendo dalle numerose denunce del Prof. Giacinto Franco primario di pediatria dell’ospedale di Augusta che da anni sostiene con precisi dati statistici che nel famoso triangolo dell’illusione l’incidenza di malformazioni nei feti e nei bambini è 4 volte più alta della media nazionale, e la presenza di malattie tumorali è il 20% maggiore rispetto alla media regionale. Per non parlare infine della concentrazione di mercurio riscontrato nei pesci e nei frutti di mare (fino a 500 volte superiore alla soglia massima tollerata dall’uomo), di cui si sono sempre nutriti gli abitanti della zona e che rappresenta la principale causa delle malformazioni dei bambini di Augusta di cui il primo caso è stato riscontrato nel 1980, un maschietto nato con mezzo orecchio e gravi problemi alla colonna vertebrale.
Il picco delle malformazioni si è avuto nel 2002 con il 6% dei bambini nati con gravi problemi genetici.
TERRE IN MOTO di Michele Citoni, Angela Landini, Ettore Siniscalchi
Italia, 2006, 85’
Il 23 novembre 1980 un terremoto colpì la Campania e la Basilicata uccidendo migliaia di persone, lasciandone oltre 300.000 senza tetto. La protezione civile non esisteva, ma volontari e molte amministrazioni di ogni parte d’Italia si mossero per portare i primi soccorsi. Venticinque anni dopo, i volontari tornano nei paesi ricostruiti. Da qui parte un viaggio nella memoria dell’Alto/Medio Sele e del Tanagro, tra le province di Salerno e Avellino. L’evento sismico scatenò rapide mutazioni e aprì una stagione di lotte sociali. La ricostruzione, non ancora terminata, ha cambiato il volto di questi luoghi. Il fallimento di un’industrializzazione calata dall’alto ha provocato un rinnovato destino di arretratezza, ma anche la ricerca di una strada di sviluppo che non tradisca le qualità del territorio. Terre in moto è un affresco di storie locali che raccontano un pezzo della storia di tutto il paese.

